

Da piccola era normale andare tutti i pomeriggi nei boschi dietro casa. Si andava con gli amichetti del cortile o con papà.
Si giocava a fare gli indiani, si saliva sugli alberi e si ingaggiavano battaglie tra buoni e cattivi.
Poi arriva un’epoca in cui non c’è più né tempo né voglia di andare nei boschi.
La scuola, l’università, il lavoro, gli impegni e soprattutto la perdita di fascino dei boschi e della vita semplice.
Sì, c’è stata un’epoca in cui tutto ciò che mi ricordava le mie origini, non esercitava nessuna attrattiva su di me.
Mi interessava conquistare il mio mondo, con coraggio e indipendenza.
Andare lontano e vedere quanto valevo in un mondo di sconosciuti.
E così per tanti anni sono stata lontana dal mio paese, dalla mia terra, dai miei boschi, pur tornando spesso dai miei.
Alcune scelte importanti e la grande emergenza degli anni passati mi hanno riportata a casa.
Vuoi il caso, vuoi il destino.
E pian piano, con timidezza ho ricominciato ad andare per boschi, riscoprire i sentieri, gli alberi preferiti.
Oggi i boschi sono il mio grande alleato.
Soprattutto in tempi così confusi e ruvidi come quelli che stiamo vivendo, andare nei boschi diventa per me una carezza.
Ognuno di noi merita di sentirsi accolto ed amato.
Il bosco ti accoglie. In cambio chiede solo silenzio e rispetto.
Vai nel bosco.
