

Ma non dormi? No, non dormo.
Non dormo perché oggi ho incontrato decine di persone.
Ho ascoltato le loro storie, le loro speranze, le loro delusioni. E quando ascolti le storie delle persone, poi quelle storie ti girano nella testa e nel cuore e non ti fanno dormire.
Fare una campagna elettorale è un’esperienza intensa e incredibile.
Decidere di candidarti per capire se la comunità ha bisogno del tuo contributo e ti voterà, non è una scelta facile.
Ti assalgono i dubbi. Sarò all’altezza? Le persone troveranno utile ciò che potrei fare? Poi però ti fai coraggio e decidi. Ok, mi candido.
Allora cominci ad incontrare le persone. E le persone hanno storie e bisogni che ti toccano nel profondo, perché, pur nelle mille differenze e sfumature, hanno in comune con te dei bisogni.
Bisogno di sapere di essere importanti. Bisogno di sapere che qualcuno si prenderà l’impegno di fare tutto il possibile per migliorare le condizioni attuali, mantenendo ciò che di buono è stato fatto.
Perché il bisogno profondo delle persone con cui sto parlando in questi giorni, non è la promessa mirabolante di cose impossibili, non è denigrare una parte a favore di un’altra, in un clima da tifo da stadio che non porterà nulla di buono.
Il vero e profondo bisogno che ci unisce tutti è un bisogno di umanità, di senso di comunità, di amore, di concordia, che ci proietti verso una vita più autentica, più profonda, più sicura e ricca di significato.
Pur nelle difficoltà. Che sono tante.
Che non potranno essere cancellate con un voto, (o con il non voto di chi ha perso ogni speranza e ha deciso di astenersi), ma che potranno essere affrontate da una squadra di persone normali che però hanno già dimostrato nella loro vitadi essere all’altezza di sfide importanti e compiti delicati.
Persone abituate ad affrontare problemi tutti i giorni, tirandosi su le maniche e lavorando a testa bassa, senza rinunciare a metterci il cuore. Sempre.
