

Da qualche tempo a New York vanno di moda i party letterari: telefono spento e si legge un libro.
I Reading Rhythms, come vengono chiamati ora, nascono come serate atipiche grazie all’intuito di quattro giovani amici di Brooklyn, che nel maggio 2023 hanno organizzato alcune serate di lettura, inizialmente sperimentali, destinate a diventare un appuntamento fisso per moltissime persone.
Leggere, commentare, scambiarsi impressioni.
La lettura è un’attività che non soltanto ci permette di conoscerci meglio, e di scoprire il mondo che ci circonda, ma ha anche dei benefici per il nostro benessere psicologico e per la nostra crescita personale.
I dati recenti dell’ISTAT forniscono una fotografia del nostro Paese per quanto riguarda l’abitudine alla lettura degli italiani.
Le statistiche sembrano incoraggianti: dal 2019 al 2023 l’indice di lettura è salito dal 68% al 74%.
Dallo studio emerge anche che il tempo medio di lettura, durante una settimana, è di 4 ore e 18 minuti.
Con la percentuale di coloro che hanno scoperto (o riscoperto) la sana abitudine della lettura, cresce però anche la percentuale degli italiani che leggono solo qualche volta durante l’anno (dall’8% al 13%).
Dunque, più della metà degli italiani che si dichiarano lettori, in realtà, legge per meno di due ore a settimana.
L’abitudine alla lettura per molti è ancora qualcosa di lontano.
I principali motivi per i quali gli intervistati dichiarano di non riuscire a leggere sono i più diversi.
Dal classico “non ho tempo” a motivazioni più concrete, come ad esempio la stanchezza quotidiana causata dallo studio o dal lavoro.
Conciliare lavoro e letteratura non sempre è facile, ma io ci sono riuscita.
Tutti ridevano quando dicevo che si poteva iniziare una giornata di lavoro leggendo un libro, ma poi…
In MotivexLab coltiviamo questa buona abitudine dal 2013.
La nostra filosofia aziendale la chiamiamo “il cerchio dei numeri”.
Da noi la giornata non comincia timbrando il cartellino, o con una sirena, ma sfogliando le pagine di un libro.
Alle 8:30 ci mettiamo tutti in cerchio, per un quarto d’ora leggiamo un pezzo di un libro di storie industriali di successo (abbiamo da poco terminato quello di Steve Jobs) o di imprese sportive.
In tanti fra i nostri dipendenti si sono riappassionati alla lettura.
Suggestionati dal libro, ciascuno dirà un numero che riassume ciò che stiamo facendo.
Il tecnico dirà la quantità di analisi svolte il giorno precedente o quelle previste per la giornata, la centralinista il numero di chiamate o di mail a cui ha risposto, la contabile quante bolle ha registrato, e così via.
È un modo per rendere partecipe ciascun dipendente del lavoro degli altri, per potenziare lo scambio di informazioni tra colleghi, e per smorzare tensioni che potrebbero nascere dal non capire l’importanza dell’attività di ognuno.
Elisabetta Ruffino
Articolo completo disponibile su La Stampa
